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IL NOSTRO CERVELLO E LA FACILITA’ DI MANIPOLAZIONE DEGLI UMANI

Non solo tutte le degenerazioni del DNA sono comandi imperativi al nostro cervello,

ma è facile anche la sua manipolazione .

Rita Levi -Montalcini , nobel per gli studi sul cervello “ ha detto che uno dei problemi del cervello è che porta gli esseri umani ad essere molto recettivi agli ordini e agli artifici creati dal potere .

Dice la Montalcini (1) : “ Non è cambiato nel mondo qualcosa per cui dal neolitico ad oggi l’uomo manipola l’uomo (ed egli si lascia manipolare facilmente accettando l’informazione ), purtroppo è l’informazione che è aumentata non l’uomo che è cambiato.

L’uomo è sempre quello con una forte emotivita’ e una scarsa capacita’ di controllo,ma oggi con la stampa, la televisione e altre tecnologie in suo possesso , sono aumentate le possibilita’ di manipolarlo e di ipnotizzarlo, sfruttando la sua naturale debolezza “

Ecco perche’ i malati di potere hanno una grande facilita’ a farsi seguire da milioni di seguaci .

Non è possibile non rimanere stupiti davanti ai filmati che mostrano le masse oceaniche che osannavano Hitler, Mussolini, Stalin e tutti gli altri potenti .

La Montalcini ci ha spiegato la ragione , il nostro cervello è molto recettivo delle

opinioni presentate da abili oratori e tende ad accettare sulla base di impulsi

e non sulla base di ragionamenti.

Il regime nazista (e in generale tutti i regimi dittatoriali) ha capito benissimo questo meccanismo della mente umana ,utilizzando sapientemente la stampa , creando manifestazioni e spettacoli di enorme impatto grazie alle coreografie , alle luci , alle divise , il tutto per agevolare l’ enorme capacita’ oratoria di Hitler .

Il singolo individuo in questo contesto annulla la propria capacita’ di discernimento e si muove all’unisono con la folla .

Gustave Le Bon in Francia nel   1895 ha messo in evidenza questo enorme problema nel suo libro “ La psychologie des foules di Le Bon “.
“ Per Le Bon dal punto di vista psicologico una folla è un’entità che non è necessariamente riunita nello stesso posto nello stesso momento. Ciò che la caratterizza è la presenza di un’anima collettiva che unisce gli individui a livello spirituale. È possibile quindi che anche persone tra loro separate sviluppino questa comune psicologia provando uno stesso sentimento o vivendo insieme un’unica, forte emozione. L’individuo immerso nella folla subisce una radicale trasformazione, la sua personalità cosciente si annulla ed emergono in lui gli elementi più primitivi e irrazionali. Spinto dalla folla, egli compie azioni che non compirebbe mai da solo, perché questo sentimento collettivo orienta i sentimenti e i pensieri di tutti nella medesima direzione, producendo una diminuzione delle capacità intellettuali dei singoli individui e un aumento dell’impulsività, della volubilità e della violenza. Tutto ciò è favorito dal fatto che la situazione di folla, essendo quest’ultima anonima, assicura l’impunità.
Questa trasformazione avviene sulla base di tre meccanismi fondamentali. Innanzitutto l’essere immerso in una folla consente all’individuo di acquisire un ‘senso di potenza invincibile’, poiché egli si sente spiritualmente vicino, all’unisono, con una grande quantità di persone. In secondo luogo i sentimenti si trasmettono da un individuo all’altro ‘per contagio’, esattamente come avviene per le malattie infettive. Infine, ed è questo il meccanismo più importante, agisce nella folla la ‘suggestione’, che riduce l’individuo in uno stato particolare, simile a quello provocato dall’ipnotizzatore.
Per Le Bon la folla ricerca istintivamente un capo, un trascinatore (meneur des foules). Questa persona può essere in grado di controllarla, non solo sulla base del prestigio personale, ma anche attraverso un sapiente uso delle parole. Poiché le folle pensano poco, esse sono influenzate da frasi semplici ma di grande effetto, da slogan, da idee-immagini che suscitano forti sentimenti. È quindi necessario che il meneur utilizzi un tipo di linguaggio molto elementare e colorito per far comprendere alla folla il suo messaggio e per ottenere da essa il consenso che egli desidera.
La sua visione della folla, come entità irrazionale e tendenzialmente violenta, sarà ripresa innumerevoli volte in seguito, così come i suoi consigli agli uomini di governo saranno seguiti attentamente da uomini politici e dittatori (in primis Hitler e Mussolini) del nostro secolo   “
(2)

 

Altra triste caratteristica dei nostri cervelli è la tendenza a non contrastare gli ordini di qualsiasi autorita’, anche se contrari ai nostri sentimenti e ragionamenti.

Vi è stata una prima dimostrazione di questa tragica caratteristica dei nostri cervelli con l’esperimento di Stanley Milgram del 1961 ( 3 ) .

I volontari del test , comandati da una persona in “ camice bianco “ continuavano a dare impulsi elettrici ad altri volontari, con impulsi sempre maggiori, anche se sentivano le grida che chiedevano di cessare .

Abbiamo cosi’ evidenziato due tragiche caratteristiche dei nostri cervelli:

1 Il facile convincimento attraverso manipolazioni di massa.

2 La facile sottomissione al potere in qualsiasi forma .

Cosa fare ?

A.Certamente affrontare e far conoscere questi problemi a tutti nell’ambito

scolastico .

B.Vietare e far diventare reati tutti i comportamenti tendenti alla manipolazione

di massa

  1. Valorizzare e incoraggiare lo spirito critico di ciascuno .

D.Fare in maniera che la scelta delle persone che operano nella societa’ non sia influenzata da manipolazioni di massa .

 

Paolo Fromm

Riferimenti : 1 . Rita Levi Montalcini “ La clessidra della vita “ pag. 64

2   Angelica Mucchi Faina –enciclopedia delle scienze sociali (1994 )

3   Stanley Milgram ( Wikipedia )

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